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Sostanze o farmaci che modificano il comportamento sono particolarmente suscettibili di assunzione impropria, qualora gli effetti si rivelino piacevoli. Le modalità d’assunzione si manifestano in forme diverse che vanno dall’uso ricreazionale sporadico, all’abuso, sino alla dipendenza.

Caratteristica comune di tutte le droghe d’abuso è quella di rappresentare nell’uomo e negli animali uno stimolo gratificante (effetti di benessere ed euforia), capace di funzionare da motivazione (“rinforzo positivo”) per l’assunzione continuativa.

La dipendenza fisica consiste nella necessità assoluta di assumere la droga nel momento in cui, a causa di una brusca sospensione, la sua assenza determina nell’organismo uno stato di malessere fisico-psichico: la sindrome di astinenza. Tale necessità impellente induce nel paziente il craving (termine inglese che indica desiderio spasmodico): una ricerca compulsiva e incessante della dose che stravolge l’esistenza del soggetto, provocando disagi personali e familiari, nonchè sociali. La sintomatologia da astinenza ha origine dalla rimozione del farmaco che ha indotto la dipendenza e dall’iperattività del SNC determinatasi di conseguenza.

La dipendenza può anche essere psichica e manifestarsi con sensazioni di instabilità psichica e insicurezza che rendono difficile il distacco completo del paziente dalla sostanza d'abuso.

La tolleranza è il fenomeno per cui si ha la progressiva riduzione dell’effetto chimico-clinico della sostanza dopo somministrazione ripetuta di una stessa dose; di conseguenza il paziente è spinto ad aumentare la dose per mantenere gli stessi effetti. Per tolleranza inversa o sensibilizzazione si intende l’aumento della risposta conseguente alla somministrazione ripetuta della stessa dose: questa si verifica con la cocaina, che induce un rilascio di dopamina maggiore ad ogni nuova assunzione giornaliera.

Gli oppiodi determinano assuefazione, tolleranza, dipendenza fisica e psichica che possono essere presenti contemporaneamente. La dipendenza psichica può riconoscere una patogenesi sia individuale sia socio-ambientale (dipendenza sociale ovvero appartenenza al gruppo). La cocaina può determinare assuefazione e tolleranza; la sindrome d’astinenza non presenta manifestazioni somatiche ma solo segni psichici (stanchezza, depressione, iperfagia e insonnia).

Le amfetamine somministrate e.v. si comportano come la cocaina; somministrate per via orale presentano una efficacia di breve durata per l’istaurarsi di una tolleranza.

Per quanto riguarda gli allucinogeni, la tolleranza si instaura rapidamente solo per mescalina e psilocibina mentre scompare rapidamente per tutti i tipi; non determinano una sindrome d’astinenza. L’abuso dei cannabinoidi si accompagna ad assuefazione e tolleranza scarse o nulle mentre i segni di astinenza, se presenti, sono solo psichici. Alle droghe che per secoli sono state ricavate dalle piante, si sono aggiunte in anni recenti droghe sintetizzate chimicamente. Si distinguono in linea generale farmaci deprimenti e farmaci eccitanti sul sistema nervoso centrale (SNC).

Gli oppioidi, tra cui oppio, morfina e eroina sono i più noti e diffusi, insieme all’alcool appartengono alla categoria dei farmaci deprimenti il SNC.
Le droghe eccitanti si possono suddividere, a loro volta, in psicostimolanti puri (cocaina e amfetamine), allucinogeni e amfetamino-allucinogeni; i cannabinoidi sono psicostimolanti con caratteristiche peculiari.

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